Raccolta di versi e pensieri
Benvenuti tra le pagine de La Sorgente, dove la parola cerca l'essenza stessa della vita. Attraversando le ombre e le luci del Reame della Vita i componimenti esplorano il respiro dell'anima e il coraggio di affrontare ogni sfida. Ti invito a immergerti nella lettura e a lasciare una traccia del tuo passaggio nella sezione dedicata ai lettori.
La Vita sussura i Suoi Segreti proprio laddove non volgiamo lo Sguardo.
L’ ANFORA D’ORO
Immersa dentro il mare Sconosciuto giaceva
l’Anfora che di cotta-terra e metallo era formata.
Il tempo tiranno non l’aveva corrosa,
ma solo resa, ad occhio umano, poderosa.
La leggenda narra che l’acqua che da essa sgorga
disseti gli spiriti di coloro che Riconosca.
Trafugata venne da mani abissali,
che scesero nelle profondità insidiose
delle loro menti ornamentali.
Calandosi nell’ “Oceanico Nero” videro,
tra la flora acquatica, un Ombra assai grande.
La Paura li trasse a sé e credettero
di stare per morire in un solo attimo.
Uno di loro fece una Scelta e, curioso,
decise di “abbracciare” la Bestia.
Fu allora che Mutò forma
E la Nobil Anfora si rivelò.
Colui il quale era stato disposto a morire
Trovò nell’Ombra la Vita da scoprire.
La Meraviglia di Cedere
Aggrappandomi con tutte le mie forze
tesi le mani e i piedi da qualche parte.
Non riuscivo ad appendermi a niente
perché ciò che toccavo era aria.
Provai ad afferrare un appiglio
Ma mi accorsi che non c’era.
Terrore e rabbia si fecero avanti.
Il tremito avanzava in quegli istanti.
L’incapacità mia si fossilizzo nel sangue
E nulla contò più che sopravvivere.
Per anni pensai di non valere nulla,
per anni sentii sulla mia pelle
il sapore delle perdite.
Un giorno, mentre Soffrivo,
venne un Dio un po' chino.
Si presentò e disse che era l’Impotere.
Di colpo io compresi, il dono che mi fece.
L’Impotenza non è mancato potere,
ma essere incapace di usarlo a Dovere.
Mi chiese solo un favore il Dio in etere,
mi Consigliò di Cedere.
Morbus Vitae
Colui il quale afferma che la Vita è una disgrazia
patirà conseguenze di sofferenze inimmaginabili.
Colui il quale Intuisca la Verità,
sarà ricoperto da ogni Grazia.
Se ti ostinerai a mettere davanti
il tuo masso, Ella ti spazzerà via.
Se ti ostinerai a prendere la tua strada,
Ella ti travolgerà.
Se ti ostinerai ad aggrapparti
alle fisse idee, Lei ti porterà un dono:
Colui il quale viene chiamato Morbo.
Egli con dolente fragore
si insinuerà nel tuo corpo con ardore.
Brucerà e sradicherà ogni residuo di “male”.
E se tu oserai cacciarlo via, Morbo tonerà
nella forma più forte che ci sia.
Solo con un’Intuizione potrai sapere
che lui è venuto a portare Venere.
IL MIO MONDO
A chi appartiene questa tonda sfera?
Se non a chi si sveglia la mattina e si addormenta la sera?
Chi allora è Responsabile per esso?
Colui che apre gli Occhi e Vede Sé Stesso.
Allora mi chiederai il male dove risiede,
Io ti risponderò cerca nelle tue catene.
E se sarai un buon Osservatore vedrai,
che tu mai più esisterai.
Lascerai spazio alla Meraviglia e all’Infinito.
Verrai con la Gloria degli angeli e di Dio.
Come fai a non accorgerti della bellezza del mondo?
Guardati allo specchio e amati a livello profondo.
Questa è la Vera Storia e non un miraggio
di Chi si è gettato tra le braccia della Vita con coraggio.
Occultus mundus (“Il mio Mondo pt.2”)
Adesso, noi siamo in un mondo.
Prima non c’era, dopo non ci sarà.
Guarda bene il Cielo e scorgi la Verità.
A chi appartengono quelle Stelle dell’Universo?
Sei ancora legato alla forma,
trattenuto e assuefatto dalla tua stessa ombra.
Estrai te stesso dalla proiezione
E smetti di ostinarti ad essere un’identificazione.
Se il mondo occulto vorrai trovare
Nel fiume Stige dovrai nuotare.
E se non vedi cosa accade
Hai bisogno di un Occhio per Osservare.
Il Sole proietta unicamente l’ombra della forma.
Il teatro degli io
Chi prende? Chi dà?
Chi comanda? Chi ha?
Chi sente? Chi sceglie?
Chi decide? Chi ragiona?
Chi segue? Chi precede?
Chi attacca? Chi difende?
Lo vedi che è una messa in scena?
Colui che c’è non porta pena.
E’ come una scuola,
nessuno può essere promosso
se prima non ha imparato ad amare Sé stesso.
Il teatro finisce in un solo momento,
quando prendi le maschere e le porti al Centro.
Diandros – La Vita
Sul mare cupo e tempestoso
Lei mi accompagna diligentemente.
Mi presta la sua zattera e la sua vela,
mi dà una porta su cui attende fiera.
Io, nel panico, mi aggrappo ad essa,
ma lei mi dice, con fare sicuro, di mollare la presa.
Poiché la zattera non è solo che da direzionare,
per il resto ci pensa lei dove andare.
Mai avevo capito che il mio stare male,
seppur assurdo, era della stessa paura di solcare il mare.
FULMINE A CIEL OSCURO
DANZAVANO NELLA PIOGGIA, GLI AMANTI DEL VENTO.
CERCAVANO IL SOLE, MA LA LORO ANIMA RICHIAMAVA ALTRO.
CORREVANO SOTTO LA TEMPESTA, LO STARE FERMI LI DEVASTAVA.
ERANO INAFFERABILI E INDECIFRABILI, ERANO SENZA NOME.
SI BUTTAVANO A CAPOFITTO, TRA LA GRANDINE E IL FUOCO.
GLI EVENTI ERANO I LORO PESI, IL MONDO LA LORO PALESTRA.
ERANO EROI, ERANO CONDOTTIERI, ERANO GUERRIERI.
CHIUDI GLI OCCHI E IMMAGINA: NESSUNO RESTA IMMOBILE!
PERCHE’ DOPOTUTTO E PIU’ DI TUTTO, SIAMO SAETTE.
E’ IL FULMINE CHE SQUARCIA QUELLO CHE APRE LE PORTE CELESTI DELLA LUCE.
Acqua di Fonte
Ho bevuto Acqua di Fonte,
ho bevuto l’amaro calice.
Ho preso la coppa d’Oro,
ho versato lacrime.
Grazie a Dio, Vedo meglio.
L’accettazione è la Coppa,
la Gioia il sangue che diventa Acqua.
Per arrivare lassù bisogna prima
scendere giù, nel profondo.
Grazie a Dio, Sento meglio.
Ho Sentito dove sgorga l’Acqua,
uno scroscio incessante, potente.
Non si può salire senza scendere.
In fondo, salita e discesa
sono solo punti di Vista.
Grazie a Dio Adesso so,
quanto la vita mi ami.

Ognuno di Voi può trovare la Propria Sorgente, basta Cercare.
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